13. Gesù era celibe, sposato o vedovo?

Quasi in ogni pagina del Vangelo ci imbattiamo in personaggi che si chiedono qualcosa su Gesù: da dove viene, come mai insegna con tanta autorità, da dove deriva il suo potere, perché fa miracoli, perché sembra opporsi alle tradizioni, perché le autorità lo respingono. Sono domande che si fecero allora e si sono continuate a fare lungo i secoli. A queste domande se ne sono aggiunte altre sul Gesù storico: che lingua parlava, che rapporto aveva con Qumran, è esistito davvero Ponzio Pilato?

50 domande su Gesù

Dai dati che ci offrono i quattro Vangeli canonici, sappiamo che Gesù era un artigiano di Nazaret (Mc 6,3) e che quando aveva circa trenta anni iniziò il suo ministero pubblico (Lc 3,23). Sappiamo che accanto al gruppo dei discepoli c’erano anche alcune donne che lo accompagnavano (Lc 8,2-3) e altre con le quali aveva rapporti di amicizia (Lc 10, 38-42).

Anche se non viene mai specificato se fosse celibe, sposato o vedovo, gli evangelisti si riferiscono alla sua famiglia, a sua madre, ai “suoi fratelli e sorelle”, ma mai a “sua moglie”. Questo silenzio è eloquente. Gesù era conosciuto come il “figlio di Giuseppe” (Lc 3,23; 4,22; Gv 1,45; 6,42) e, quando gli abitanti di Nazaret si sorprendono per i suoi insegnamenti, esclamano: “Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?” (Mc 6,3).

In nessun testo si fa riferimento ad una moglie. La tradizione non ha mai fatto cenno ad un possibile matrimonio di Gesù. E lo ha fatto non perché considerasse la realtà del matrimonio denigrante per la figura di Gesù (che restituì il matrimonio alla dignità originale, cfr. Mt 19, 1-12) o incompatibile con la fede nella divinità di Cristo, ma semplicemente perché si è attenuta alla realtà storica.

Se avesse voluto celare aspetti che potevano risultare compromettenti per la fede della Chiesa, perché avrebbe dovuto tramandare l’episodio del battesimo di Gesù per mano di Giovanni Battista, che amministrava un battesimo per la remissione dei peccati? Se la Chiesa primitiva avesse voluto nascondere il matrimonio di Gesù, perché non ha nascosto la presenza di donne ben determinate fra le persone che erano in stretti rapporti con lui?

Anche se mancano elementi storici, recentemente sono stati avanzati argomenti a sostegno del fatto che Gesù si sia sposato. A favore di tale tesi ci sarebbe la pratica e la dottrina comune dei rabbini del secolo I della nostra era: il celibato era inconcepibile fra i rabbini dell’epoca e se Gesù fu un rabbino doveva essere sposato. In realtà, anche in ambito rabbinico ci sono delle eccezioni, come Rabbi Simeon ben Azzai, che, accusato per la scelta del celibato, diceva: “La mia anima è innamorata della Torà. Altri possono portare avanti il mondo” (Talmud di Babilonia, b. Yeb. 63 b). Altri affermano ancora che Gesù, come qualsiasi giudeo pio, si sarebbe sposato a vent’anni e poi, all’inizio della sua missione, avrebbe abbandonato moglie e figli.

A queste teorie si può rispondere in due modi:

1) Esistono prove che nel giudaismo del I secolo si vivesse il celibato. Flavio Giuseppe (Guerra Giudaica 2.8.2 e 120-21; Antichità giudaiche 18.1.5 e 18-20), e Plinio il Vecchio (Naturalis Historia 5.73, 1-3) ci informano che tra gli esseni (setta ebraica della Palestina, diffusa tra il II sec. a.C. e il 70 d.C.) si viveva il celibato, e sappiamo con sicurezza che alcuni esseni della comunità di Qumran, sul Mar Morto, erano celibi. Filone (De vita contemplativa) riporta che i “terapeuti”, un gruppo di asceti egiziani, vivevano il celibato. Inoltre, nella tradizione di Israele, alcuni personaggi famosi, come Geremia, avevano vissuto il celibato. Mosè stesso, secondo la tradizione rabbinica, visse l’astinenza sessuale per mantenere il suo stretto rapporto con Dio. Neppure Giovanni Battista si sposò. Pertanto, pur essendo il celibato poco comune, non era qualcosa di inaudito.

2) Anche se nessuno avesse vissuto il celibato in Israele, non potremmo dedurne necessariamente che Gesù fosse sposato. I dati, come si è detto, mostrano che volle rimanere celibe e sono molte le ragioni che rendono plausibile e conveniente questa opzione, proprio perché l’essere celibe sottolinea la singolarità di Gesù in relazione al giudaismo del suo tempo ed è più in accordo con la sua missione. Senza sminuire il matrimonio ed esigere il celibato ai suoi seguaci, con questa scelta Gesù pone al di sopra di ogni altra cosa la causa del Regno di Dio (cf. Mt 19,12) e l’amore a Dio che lui incarna. In ogni caso in nessuno scritto sia canonico che apocrifo si afferma che Gesù sia stato sposato.