14. Gesù era discepolo di San Giovanni Battista?

Quasi in ogni pagina del Vangelo ci imbattiamo in personaggi che si chiedono qualcosa su Gesù: da dove viene, come mai insegna con tanta autorità, da dove deriva il suo potere, perché fa miracoli, perché sembra opporsi alle tradizioni, perché le autorità lo respingono. Sono domande che si fecero allora e si sono continuate a fare lungo i secoli. A queste domande se ne sono aggiunte altre sul Gesù storico: che lingua parlava, che rapporto aveva con Qumran, è esistito davvero Ponzio Pilato?

50 domande su Gesù

Dato che la relazione fra Giovanni Battista e Gesù fu così diretta e intensa, viene da chiedersi se fra di loro ci fosse un rapporto maestro-discepolo. Per una risposta adeguata a questa domanda è necessario soffermarsi su tre aspetti che vengono dibattuti fra gli studiosi: i discepoli di Giovanni, la rilevanza del battesimo di Gesù nel Giordano e le lodi al Battista.

1. I discepoli di Giovanni. Se ne fa cenno con frequenza nei Vangeli (Mc 2, 18; Mt, 11, 2) e sappiamo che alcuni di essi si unirono poi a Gesù (Gv 1,35-37). Non si trattava di compagni occasionali: condividevano la sua stessa vita (Mc 2,18) e le sue stesse idee (Gv 3,22). Flavio Giuseppe distingue due categorie di discepoli, alcuni che ascoltavano con piacere il suo insegnamento sulla virtù, sulla giustizia, ecc., e si facevano battezzare; altri che “si riunivano attorno a lui perché si esaltavano molto al sentirlo parlare” (Antichità giudaiche 18,116-117). Il quarto vangelo riferisce che alcuni discepoli di Giovanni mostrarono una certa gelosia per l’attività di Gesù (Gv 3,25-27), dal che si può dedurre che non lo consideravano come uno di loro.

2. Il battesimo di Gesù. Gli specialisti non dubitano della storicità del fatto, fra le altre cose perché la sua inclusione nei vangeli creava alcune difficoltà: innanzitutto, la possibile interpretazione dell’evento come dimostrazione della superiorità del Battista nei confronti del battezzato; in secondo luogo, trattandosi di un battesimo di penitenza, si sarebbe potuto pensare che Gesù avesse coscienza di essere peccatore. I sinottici lasciano chiaro nei loro racconti che Giovanni riconosce la sua sottomissione, inizialmente infatti oppone resistenza a battezzare Gesù (Mt 3,13-17). Poi la voce dal cielo rivela la dignità divina di Gesù (Mc 1,8-11) e il quarto vangelo, che non racconta l’episodio, riferisce però che il Battista testimonia di aver visto posarsi la colomba sopra Gesù (Gv 1,29-34) e della propria condizione d’inferiorità (Gv 3,30). Da quanto detto sopra si deduce che essere stato battezzato da Giovanni non significa essere diventato suo discepolo.

3. Le lodi di Gesù. Ci sono due frasi in cui Gesù manifesta la stima per il Battista, ma che non sottintendono che fosse suo seguace. Una la riportano sia Matteo (Mt 11,11) che Luca (7,28): “fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni”. L’altra è in Marco (9,12-13) e applica al Battista la profezia di Ml 3,23-24: “prima viene Elia e ristabilisce ogni cosa (...) Io però vi dico che Elia è già venuto e gli hanno fatto quello che hanno voluto, come sta scritto di lui".

Non c’è dubbio che la persona di Giovanni, il battesimo (cfr. Mt 21,13-27) e il suo messaggio furono molto presenti nella vita di Gesù. Tuttavia egli seguì un cammino totalmente differente da quello del Battista: nella sua condotta, dato che percorse tutto il paese, anche la capitale Gerusalemme, e insegnò nel Tempio; nel suo messaggio, giacché predicò il regno di salvezza universale; per ciò che insegnò ai suoi discepoli, che istruì nel comandamento dell’amore al di sopra delle norme legali e anche delle pratiche ascetiche. Ma ciò che lo distingue di più da Giovanni, è che Gesù apre l’orizzonte della salvezza a tutti gli uomini di tutte le razze e di tutti i tempi.

Riassumendo, pur nell’ipotesi poco probabile e per niente provata del fatto che Gesù abbia trascorso un certo tempo insieme ai discepoli del Battista, non si può affermare che ne abbia ricevuto un influsso decisivo. Gesù, piuttosto che suo discepolo, fu il Messia e il Salvatore annunciato dall’ultimo e più grande dei profeti, Giovanni il Battista.