23. Chi era Maria Maddalena?

Quasi in ogni pagina del Vangelo ci imbattiamo in personaggi che si chiedono qualcosa su Gesù: da dove viene, come mai insegna con tanta autorità, da dove deriva il suo potere, perché fa miracoli, perché sembra opporsi alle tradizioni, perché le autorità lo respingono. Sono domande che si fecero allora e si sono continuate a fare lungo i secoli. A queste domande se ne sono aggiunte altre sul Gesù storico: che lingua parlava, che rapporto aveva con Qumran, è esistito davvero Ponzio Pilato?

50 domande su Gesù

Come per molti altri personaggi, i dati che ci offrono i vangeli sono concisi. Questa essenzialità si può spiegare per il fatto che agli evangelisti interessava parlare soprattutto di Gesù e, forse, perché si trattava di personaggi ben noti ai primi discepoli destinatari di quegli scritti. Lc 8,2 ci informa che tra le donne che seguivano Gesù e lo assistevano con i loro beni c’era Maria Maddalena, cioè a dire una donna chiamata Maria, che era oriunda di Migdal Nunayah, in greco Tarichea, un piccolo paese vicino al lago di Galilea, a 5,5 km a nord di Tiberiade. Da lei Gesù aveva cacciato sette demoni (Lc 8,2; Mc 16,9), come a dire “tutti i demoni”. L’espressione può intendersi come una possessione diabolica, ma anche come una malattia fisica o spirituale. I vangeli sinottici la citano come la prima di un gruppo di donne che assistettero da lontano alla crocifissione di Gesù (Mc 15, 40-41 e par.) e che si fermarono sedute di fronte al sepolcro (Mt 27,61) mentre seppellivano Gesù (Mc 15,47). Riferiscono anche che all’alba del giorno dopo Maria Maddalena e altre donne tornarono al sepolcro per ungere il corpo con gli aromi che avevano comprato (Mc 16,1-7 e par.); fu allora che un giovane (un angelo secondo Mt 28,5) le avvisa che Gesù è resuscitato e chiede loro di andare a comunicarlo ai discepoli (cf. Mc 16,1-7 e par.). San Giovanni riporta le stesse informazioni con piccole varianti. Maria Maddalena è vicina alla Vergine Maria ai piedi della croce (Gv 19,25). Dopo il sabato, quando era ancora buio, si avvicina al sepolcro, vede la pietra spostata e avvisa Pietro, pensando che qualcuno avesse rubato il corpo di Gesù (Gv 20,1-2). Di ritorno dal sepolcro si ferma a piangere e incontra Gesù risorto, che la incarica di annunciare ai discepoli il suo ritorno al Padre (Gv 20,11-18). L’onore e la gloria di Maria Maddalena derivano dal fatto che fu la prima a ricevere la missione di proclamare la resurrezione del Signore. Per l’essenzialità degli elementi che appaiono nei vangeli, la pietà cristiana e l’esegesi di alcuni autori hanno portato, nei secoli, a identificare Maria Maddalena con altre donne che compaiono nei vangeli. A partire dal VI e VII secolo, nella Chiesa Latina, si cominciò a identificare Maria Maddalena con la donna peccatrice che, in Galilea, a casa di Simeone il fariseo, unse i piedi di Gesù con le sue lacrime (Lc 7,36-50). D’altra parte, alcuni Padri e scrittori ecclesiastici avevano già identificato questa donna peccatrice con Maria, la sorella di Lazzaro, che in Betania unse con un profumo il capo di Gesù (Gv 12,1-11); Matteo e Marco, nel passaggio parallelo, non danno il nome di Maria, ma dicono che fu una donna e che l’unzione ebbe luogo in casa di Simone il lebbroso (Mt 26,6-13). DI conseguenza, in buona parte per influsso di San Gregorio Magno, in Occidente si estese l’idea che le tre donne fossero la stessa persona. Tuttavia, i dati evangelici non portano necessariamente alla identificazione di Maria Maddalena con quella Maria che unse Gesù a Betania, perchè con tutta probabilità questa era la sorella di Lazzaro (Gv 12,2-3). Non si può neppure dedurre che la Maddalena sia la peccatrice che secondo Lc 7,36-49 unse Gesù. È facile però capire i motivi di questa progressiva identificazione, tenendo presente la successione degli avvenimenti come vengono descritti da Luca e se si guardano gli avvenimenti da un punto di vista spirituale. In primo luogo, l’unzione di Gesù da parte di questa donna peccatrice si colloca immediatamente prima del passaggio in cui viene detto che tra le donne che assistevano Gesù c’era Maria di Magdala, da cui aveva scacciato sette demoni (Lc 8,2), il che potrebbe essere interpretato come una purificazione da una vita peccaminosa. In secondo luogo, le due donne si caratterizzano per il loro grande amore. Gesù loda la peccatrice della Galilea: “Le sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha amato molto” (Lc 7,47) e Maria Maddalena manifesta il suo amore nella ricerca del corpo del suo Maestro e nell’incontro con il Risorto (Gv 20,14-18). Per questo, anche se si trattasse della stessa donna, il suo passato di peccatrice non è un disonore: Pietro rinnegò Gesù e Paolo fu un persecutore dei cristiani. La loro grandezza non è nella loro impeccabilità, bensì nel loro amore. La tradizione della Chiesa, per il ruolo svolto da Maria di Magdala nella vita di Gesù, ebbe fin dall’inizio una particolare attenzione alla sua persona. Padri della Chiesa, scrittori ecclesiastici e altri autori esaltarono il ruolo di Maria come discepola del Signore e annunciatrice del Vangelo. Per questo fu chiamata in Oriente “isapóstolos” (uguale a un apostolo) e in Occidente “apostola apostolorum” (apostola di apostoli). In Oriente c’è una tradizione che dice che fu sepolta a Efeso, e che le sue reliquie furono portate a Costantinopoli nel secolo IX. Alcuni gruppi marginali della primitiva Chiesa cercarono nella figura di Maria un appoggio per garantire la validità delle proprie dottrine. Questi gruppi furono fondamentalmente sette gnostiche, i cui scritti raccolgono presunte rivelazioni segrete di Gesù dopo la resurrezione ad alcuni personaggi del Nuovo Testamento. Sono racconti fittizi, che non hanno fondamento storico. Nella letteratura cristiana medievale, a partire dal secolo X, si diffusero novelle e racconti di carattere leggendario che esaltavano la sua figura e che si diffusero soprattutto in Francia. Lì, per esempio, nasce la leggenda che la Maddalena, Lazzaro, e alcuni altri, quando iniziò la persecuzione contro i cristiani, fuggirono da Gerusalemme a Marsiglia ed evangelizzarono la Provenza. Secondo questa leggenda, Maria sarebbe morta a Aix-en Provence (o, secondo alcune varianti, a Saint Maximin) e le sue reliquie sarebbero state portate a Vézelay. Nessuna di queste ipotesi ha fondamento storico.