​3. Situazione attuale della ricerca storica su Gesù

Quasi in ogni pagina del Vangelo ci imbattiamo in personaggi che si chiedono qualcosa su Gesù: da dove viene, come mai insegna con tanta autorità, da dove deriva il suo potere, perché fa miracoli, perché sembra opporsi alle tradizioni, perché le autorità lo respingono. Sono domande che si fecero allora e si sono continuate a fare lungo i secoli. A queste domande se ne sono aggiunte altre sul Gesù storico: che lingua parlava, che rapporto aveva con Qumran, è esistito davvero Ponzio Pilato?

50 domande su Gesù

Da quando nel secolo XIX si cominciarono ad applicare i moderni metodi della scienza storica ai testi evangelici, la ricerca sulla figura storica di Gesù è passata per diverse tappe. Superati i pregiudizi razionalisti degli inizi della ricerca e i metodi ipercritici che dominarono buona parte del secolo XX, la situazione attuale è molto più positiva e aperta e lo scetticismo prevalente a metà del secolo scorso è stato superato.

Oggi conosciamo molto meglio il contesto storico e letterario in cui visse Gesù e in cui i vangeli furono scritti. La maggiore familiarità con la letteratura intertestamentaria, vale a dire con le opere del mondo ebraico contemporanee a Gesù e agli evangelisti (commentari ai libri biblici, traduzioni in aramaico, i testi di Qumram, la letteratura rabbinica, ecc.), hanno permesso di illustrare, verificare e comprendere con maggiore profondità i racconti evangelici e l’immagine di Gesù nel giudaismo del suo tempo.

Altre fonti provenienti dal mondo grecoromano hanno fornito migliori conoscenze sulle influenze di carattere ellenistico nella Galilea in cui visse Gesù e, pertanto, sul contatto di questa regione della Palestina con i modelli culturali del mondo greco. Inoltre, le testimonianze degli scritti apocrifi, con ogni probabilità successivi ai vangeli canonici, e altri testi cristiani e giudaici del II secolo sono serviti per analizzare le tradizioni alle quali risalgono questi libri e quindi per contestualizzare meglio le affermazioni contenute nei vangeli. Hanno dato il loro apporto alla ricerca sulla figura di Gesù anche le nuove e recenti scoperte archeologiche, fra le quali sono particolarmente interessanti quelle provenienti dagli scavi che si stanno facendo in Galilea, utilissime per conoscere questa regione della Palestina, che nel I secolo era fortemente ellenizzata.

Infine, l’impiego di nuovi metodi esegetici (di tipo letterario, canonico, ecc.) ha consentito una maggiore comprensione delle fonti, cosa che ha contribuito a superare i limiti e la rigidità del metodo storico impiegato in epoche precedenti.

La nostra conoscenza storica di Gesù è, pertanto, via via sempre più solida. I vangeli, in conclusione, sono degni di credibilità e, con gli occhi di uno storico imparziale, si può scoprire in essi un grande insieme di gesti, di parole, di azioni di Gesù in cui egli manifestò la singolarità della sua persona e della sua missione.