Che cosa leggere? (II): Puntare ai libri migliori

Seconda parte dell’articolo sulle letture. Il dialogo con i libri e con gli altri lettori accresce l’esperienza della lettura: fa scoprire nuovi ideali, cancella delusioni e sfrutta nel modo migliore il tempo che possiamo dedicare alla lettura, che è sempre scarso.

Testi di vita cristiana
Opus Dei - Che cosa leggere? (II): Puntare ai libri migliori

Vi sono libri che cambiano la vita. È accaduto a sant’Agostino quando ha letto il dialogo Ortensio di Cicerone: il libro – scriveva alcuni anni dopo nelle Confessioni - «operò una trasformazione nei miei sentimenti, mi fece cambiare modo di pregarti, Signore, creò in me nuove aspirazioni e nuovi desideri […]. Cominciavo ad alzarmi per ritornare a te»i. Il suo cammino verso Dio, dopo molte incertezze, assunse un piglio più deciso verso la conversione, che fu suggellata ancora una volta mentre aveva un libro tra le mani: un passo della Lettera ai Romani fece crollare l’ultimo muro che lo bloccavaii.


Condividere le buone scoperte

Anche se non tutti i libri segneranno un prima e un dopo così netto nella nostra vita, quello che leggiamo ci cambia: perfeziona la nostra anima o la confonde; apre in noi nuovi orizzonti o ce li restringe. La nostra personalità rispecchia – sempre più con il passare del tempo – sia i libri che abbiamo letto che quelli che non abbiamo letto. Chi, nello scorrere degli anni, si nutre di letture scelte con un buon criterio, assume uno sguardo aperto sul mondo e sulle persone, sa misurarsi con la complessità delle cose e sviluppa la sensibilità necessaria per lasciare da parte le banalità e non trascurare la grandezza.

Non è sempre facile trovare libri che ci aiutino a crescere, compresi quelli di semplice intrattenimento; perciò è molto utile ricorrere al consiglio degli altri. Quando tentiamo di orientarci in un paese, se domandiamo alle persone del luogo spesso constateremo che esse offrono dati preziosi, che un GPS non ci direbbe mai. Così come cerchiamo di orientarci ricorrendo a persone esperte, possiamo raccomandare ad altri i buoni libri che stiamo leggendo. Parlare di ciò che si legge, arricchisce la vita familiare e le conversazioni con gli amici, che certe volte diventeranno conversazioni letterarie o altre attività culturali, come quelle che fanno da ponte tra letteratura e cinema. Benché le buone letture si trasmettano molto efficacemente di bocca in bocca, è anche utile organizzare club di lettura, frequentare buone librerie, mantenere i contatti con i librai e stabilire con loro un dialogo frequente, che suole arricchire entrambe le parti.

Esistono parecchie selezioni di libri di qualità, classificate in base alle età, alle tematiche e alle preferenze. Comunque la migliore selezione è quella che ognuno si fa per conto proprio a partire dai consigli degli amici che hanno gusti affini o dalle indicazioni colte durante una lezione, una conversazione, una chiacchierata… Dato che non possiamo leggere di persona tutto quello che risveglia il nostro interesse, è bene farsi un programma di letture, conservando le varie indicazioni per il futuro; questo ci dà la serenità di sapere che, in un certo qual modo, un titolo non ci sfugge e ci permette, quando vogliamo leggere qualcos’altro , di non prendere necessariamente il primo libro che ci capita fra le mani.

È stato detto che, in un certo senso, internet è un’immensa macchina a ripetizione. Con l’invenzione della stampa si era constatato che quanto più è facile la pubblicazione dei testi, tanto più proliferano i libri mediocri o banali. Tuttavia, accanto a una gran quantità di materiale di scarsa qualità – a volte realizzato con la migliore delle intenzioni –, internet nasconde tra le sue pieghe testi che permettono di trovare molte chiavi del mondo attuale, con un riferimento anche alle idee di fondo, alle quali neppure fa caso la maggior parte dei mezzi di comunicazione. Anche qui conviene circoscrivere, con l’aiuto di buoni consiglieri e in base all’esperienza personale, i siti e gli autori che vogliamo conoscere. La possibilità di abbonarsi a determinati contenuti o alla lettura offline di testi che ci interessano, sono in questo senso un valido aiuto. La rete aumenta inoltre le possibilità di accedere ad alcune opere classiche, o ad altre antiche, esaurite o difficili da trovare nelle librerie o nelle biblioteche.


Dialogare con i libri

Critica, dal greco krinein, significava originariamente discernere, scegliere. Leggere con una capacità critica significa prendere il meglio di ogni libro. Gli autori, così come noi, sono condizionati dal loro contesto e dalla loro cultura; perciò, quando leggiamo è bene domandarsi, per esempio: perché l’autore si esprime in questo modo? Quali erano gli ideali della sua epoca che proietta nei suoi personaggi? Qual è la sua percezione dei valori perenni, come l’amicizia, il perdono, la lealtà, ecc.? Non si tratta, ovviamente, di adottare un atteggiamento negativo, che nasconderebbe forse pessimismo o insicurezza. Interessa piuttosto scoprire le luci e le ombre di ogni opera e, se è il caso, purificare alcune idee o proposte. Si entra così in un dialogo interiore con il libro, che può anche trasformarsi in dialoghi reali con gli autori (che di solito, in realtà, gradiscono la corrispondenza e i suggerimenti dei loro lettori), nei quali verranno a galla le convinzioni personali: alcune, forse, si correggeranno con lo scambio di opinioni, mentre altre assumeranno almeno nuove sfumature. Per un cristiano, probabilmente il modo migliore di stimolare un equilibrato senso critico è quello di leggere con un senso apostolico: non soltanto con il desiderio di passare momenti piacevoli, ma anche con il desiderio di capire il livello intellettuale dei nostri contemporanei, per purificarlo e armonizzarlo con i valori del Vangelo.

Con queste coordinate, la lettura ci aiuta a formare alcune convinzioni profonde e solide, ben ragionate, in modo che ognuno acquisti i propri criteri di giudizio e sviluppi una propria personalità e un proprio stile. Qualcosa di simile accade con i film che vediamo: quando un film ci sorprende per i valori che scopriamo in esso, o per la sua estetica, ci vengono mostrati con una maggiore plasticità alcuni aspetti della nostra vita, della nostra concezione del mondo, delle persone. Così ognuno si forma un proprio discernimento e sa di prendere le decisioni giuste in base a criteri che comprende e che egli stesso è capace di spiegarsi. In tal modo si arriva a una concezione personale, nello stesso tempo radicata nella fede cristiana, che fortifica l’unità di vita.


Qualcosa si muove nell’anima

Un buon lettore suole essere anche un ri-lettore: colui che riprende in mano certe opere che un giorno lo hanno segnato. Un modo efficace di essere ri-lettore può essere a volte quello di prendere qualche appunto, che ci permetta di tornare più avanti su quel cantuccio interiore che si è illuminato grazie a una determinata lettura. Quest’abitudine ci aiuta a conoscerci e ad assumere uno sguardo più penetrante sulla realtà e sugli altri. Qualche volta ci piacerebbe evocare una storia o un passo che un giorno ci aveva colpito, e che ora non siamo capaci di ritrovare. Averne preso nota sarebbe stato utile.

Come in tutto, anche in questo bisogna trovare il giusto equilibrio: è bene lasciarsi sorprendere dalla nostra memoria, che ritiene più di quel che a noi sembra. Nello stesso tempo, la lettura lascia una traccia molto più profonda in chi, con la scrittura, alimenta il dialogo interiore dell’anima: molte volte non si tratterà tanto di copiare passi interi quanto di annotare le nostre impressioni; tentare di dare forma, magari balbettando, alle intuizioni che vogliono farsi strada dentro ciascuno di noi. Con un paziente lavoro del genere si arricchisce il nostro viaggio attraverso i Paesi, le culture e le sensibilità: i vari brani non si limitano a passare davanti a noi, ma ci danno una forma all’interno e ci permettono di farci carico dei problemi, degli aneliti, del talento delle persone. Così migliora la nostra comprensione del mondo e rimaniamo all’altezza della sfida continua della nuova evangelizzazione verso la quale ci spinge il Santo Padre, che passa da una nuova inculturazione.


La responsabilità personale

Una volta, nel ricordare le sue visite con i giovani negli ospedali di Madrid, san Josemaría ha raccontato che cercava di suddividerle in «momenti di compagnia e in qualche servizio materiale: lavare le loro mani, i piedi o la faccia; tagliare loro le unghie, pettinarli… Non potevamo portare da mangiare perché era proibito, ma lasciavamo sempre qualche buona lettura»iii. La sollecitudine di pastore di anime lo portava a ricordare a tutti l’importanza di scegliere le letture con senso di responsabilità, date le profonde ripercussioni che esse hanno nella formazione intellettuale e spirituale di ognuno. Il Catechismo ci ricorda, in tal senso, che «il primo comandamento ci richiede di nutrire e custodire la nostra fede con prudenza e vigilanza e di respingere tutto ciò che le è contrario»iv. Qualcosa di simile ci è consigliato anche dal Papa: «Se mi accorgo che un programma non è buono per me, mi getta a terra i valori, mi fa essere volgare, anche con cose sudice, debbo cambiare canale. Come si faceva nella mia “epoca della pietra”: quando un libro era buono, lo leggevi; quando un libro ti danneggiava, lo buttavi via»v. Scegliere un libro, come scegliere gli amici, andare al cinema o vedere un lavoro a teatro, è un atto responsabile e libero per ogni cristiano e ha anche le sue connotazioni moralivi.

Davanti al rischio dell’ignoranza o della superficialità, un consiglio che si può dare è che conviene leggere in abbondanza; autori diversi e di vari contesti. Si forma così una mentalità aperta, che supera i pregiudizi infondati e i luoghi comuni, e che è preparata a praticare e comunicare la fede in maniera attraente. Nello stesso tempo, la responsabilità della propria formazione porta a cercare di leggere libri di qualità: scegliere quello che aiuta a crescere, sul piano umano e su quello soprannaturale. Un saggio consiglio per tale discernimento: «I grandi libri hanno la cortesia dei re magnanimi: accolgono il lettore come se fosse un loro uguale. Lo scrittore mediocre cerca di umiliarci per nascondere la sua bassa posizione»vii.

Il consiglio di persone abituate a leggere molto può rivelarsi molto valido per stabilire un programma di letture, per comprendere bene i diversi autori e per sapere in quali punti possono avere una visione parziale o incompleta. Certe volte il commento di un amico ci può fare scoprire un’opera che fino allora non conoscevamo e ci può aprire un vasto orizzonte culturale, intellettuale o spirituale. Altre volte ci eviterà di perdere tempo in letture banali, che suggeriscono comportamenti contrari alla convivenza pacifica, che attaccano la religione… Sappiamo anche che certi libri potrebbero arrecarci danno, perché in quel momento non siamo formati opportunamente per digerirli: alcuni pani potrebbero essere troppo duri per i nostri denti. Conviene avere l’umiltà intellettuale di riconoscere i nostri limiti: non è bigotteria, ma prudenza. Con l’aiuto di altri, si possono trovare alternative idonee a soddisfare i nostri desideri di sapere: letture più ponderate, che con il tempo forse ci permetteranno, se necessario, di affrontare quegli altri pani che una volta ci avrebbero fatto male. In definitiva, bisogna fare in modo che la cultura che ognuno di noi costruisce con la lettura, incarni gli insegnamenti di Cristo ed entri a far parte della nostra esperienza di vita. Tanto chi legge libri sconsigliabili quanto chi legge poco è particolarmente vulnerabile nel caso di errori, anche se per vie diverse.


Consigliare e chiedere consiglio

Una conseguenza dell’importanza del consiglio altrui è immediata: la necessità che ciascuno collabori anche con gli altri in questo ambito. Il consiglio personale aiuterà sempre i nostri familiari e i nostri amici a scegliere opere di qualità, che possano arricchirli. È utile anche partecipare alle iniziative che forniscono valutazioni letterarie, cinematografiche, culturali, ecc. L’impegno di dedicare pochi minuti a condividere le proprie impressioni può aiutare molte persone; anche qui è valido il principio secondo cui il meglio, a volte, può essere nemico del bene: è preferibile una breve recensione, scritta quando la lettura è ancora fresca, al progetto di scrivere una recensione dettagliata, che alla fine non si riesce a fare. Quanto più collaboratori partecipano a queste iniziative, tanto più oggettivo e indovinato sarà il consiglio.

Le informazioni che offrono le riviste, i supplementi culturali, ecc., possono essere anche preziose. Non è difficile scoprire i critici affidabili, per il loro buon comportamento, per la buona preparazione culturale e dottrinale, per il tono ponderato delle loro opinioni. Sono indicatori diversi che ci aiutano, prima di prendere la decisione di leggere o di acquistare un determinato libro.

In ogni caso, è bene evitare concezioni riduzioniste o superficiali sulla necessità di chiedere consiglio o di tenere conto degli orientamenti che ci possono offrire. Il fatto che un libro sia valutato in un certo modo è sempre orientativo e prudenziale, e non bisogna meravigliarsi se qualcuna di queste valutazioni cambi nel tempo; o che quello che andava bene a una persona non va bene a un’altra. La valutazione è una guida che ci deve aiutare a fare scelte responsabili; nello stesso tempo, non esclude che chiediamo consiglio nella direzione spirituale, quando lo riteniamo opportuno per la nostra anima. D’altra parte, il fatto di stare attenti alla valutazione morale di un prodotto culturale non deve farci dimenticare ciò che è essenziale: l’importanza di leggere e, per quanto ci è possibile, di leggere molto.

«Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male»viii. L’apertura dell’anima, l’ampiezza di orizzonti, sono autentici quando sono consoni con la ricerca e l’incontro, sempre più appassionati e al tempo stesso più sereni, della Verità e della Bellezza.

Luis Ramoneda – Carlos Ayxelá

i  Sant’Agostino, Le Confessioni III, 4.7.

ii  Sant’Agostino, Le Confessioni VIII, 12, 29.

iii  San Josemaría, appunti di una riunione familiare, 20-XII-1970.

iv  Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2088.

v  Papa Francesco, Discorso, 6-VI-2015.

vi  Su questo aspetto, cfr. Ángel Rodríguez, Luño, Factores culturales de especial incidencia en la formaciόn spiritual, paragrafo 2 (La lectura”), disponibile in collationes.org.

vii  N. Gόmez Dávila, Escolios a un texto inplícito (vol. I), Instituto Colombiano de Cultura, 1977, p. 325.

viii 1 Ts 5, 19-22.