"Così ho imparato a prendermi cura di mia madre"

Vi raccontiamo del corso per familiari di persone affette da malattie cronico degenerative creato dall'Università Campus Bio-Medico di Roma. Walter, figlio di una donna affetta da Alzheimer, ci parla di come è riuscito a cambiare il suo approccio alla patologia della madre.

Iniziative sociali
Opus Dei - "Così ho imparato a prendermi cura di mia madre"

“L’Alzheimer è devastante, come è devastante vedere mia madre sempre meno reattiva”. Walter, 43 anni, assiste la madre affetta da questa malattia allo stadio iniziale. Per prepararsi ad affrontarne gli stadi successivi ha frequentato il corso gratuito per “caregiver”, organizzato dal Campus Bio-Medico, con il supporto del Centro di ascolto “VoiNoi”. Un’iniziativa che si rivolge ai familiari delle persone affette da patologie cronico degenerative, nata per fornire loro strumenti utili per offrire cure al malato, sia dal punto di vista clinico sia emotivo. “Durante il corso abbiamo parlato anche dei sensi di colpa che si vivono quando non si possono accontentare le sue richieste, se assurde – racconta –. Ho capito che questi stati d’animo sono comuni. Il docente di psicologia ci ha preparato ad affrontare queste situazioni, così ho maturato la consapevolezza che abbiamo la missione di dover offrire delle cure e che sta a noi riuscire a mantenere questa terapia, anche contro le richieste del paziente. Scontentarlo deve essere un prezzo da pagare nella consapevolezza che stiamo facendo per lui del bene”.

"Ho maturato la consapevolezza che abbiamo la missione di dover offrire delle cure"

Tra i problemi che si trova ad affrontare chi vive la condizione di colui che deve offrire cure, la difficoltà a motivare chi lo aiuta nella gestione del paziente. E, nel suo caso, Walter si trova a dover sostenere emotivamente anche il padre, che a volte si deprime un po’ per la condizione della moglie. “Condivido tutte le informazioni assimilate dal corso con mio padre in modo da riuscire a cogliere reciprocamente i segnali di stress in noi, per poterli superare”. Ai partecipanti al corso è stato offerto non solo un sostegno emotivo ma anche pratico. “Il corso è stato utile per gestire le emergenze quotidiane e i casi di incidenti domestici, l’evolversi della malattia e le cure che richiederà – spiega il caregiver –. L’Alzheimer porta a dimenticare gli incidenti domestici. Quindi, è più difficile capire cosa possa capitare a mia madre e si può risalire a ciò solo in base al tipo di conseguenze che le si riscontrano”.
Un aspetto importante anche secondo Leda, 74 anni, che assiste il marito affetto da Parkinson. “Le spiegazioni mediche sono state per me utili e importanti. Ho scoperto come accudire mio marito, come muoverlo correttamente – racconta –. Con la psicologa sto intrattenendo incontri regolari, ciò mi aiuta con i suoi suggerimenti a gestire le emozioni. Ho riflettuto sul mio modo di reagire ai problemi che vivo e mi sono resa conto che se sto bene io posso davvero aiutare mio marito. Il rischio invece è quello di vivere una situazione di insoddisfazione, lasciando il paziente all’ultimo posto. Stando accanto a mio marito nella malattia, ho riscoperto con lui la dimensione della tenerezza che nella quotidianità è facile perdere”.

"Stando accanto a mio marito nella malattia, ho riscoperto con lui la dimensione della tenerezza"

Tra gli aspetti ritenuti più importanti dai partecipanti al corso, la partecipazione di tante altre persone, che vivono le stesse condizioni, con cui condividere le proprie fatiche e le proprie responsabilità. “Socializzando con gli altri ci si sente meno soli”, spiega Leda.