Le parole del prelato, mons. Echevarría, a conclusione della beatificazione

Il prelato ha rivolto alcune parole di ringraziamento.

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Opus Dei - Le parole del prelato, mons. Echevarría, a conclusione della beatificazione

Al termine di questa celebrazione desidero manifestare la mia più profonda gratitudine alla Santissima Trinità per il dono che oggi ha fatto a tutta la Chiesa. La elevazione agli altari di don Álvaro del Portillo, successore di san Josemaría Escrivá, ci ricorda ancora una volta la chiamata universale alla santità, proclamata con grande forza dal Concilio Vaticano II. L'itinerario terreno del beato Álvaro ci dimostra che il perfetto compimento dei propri doveri contrassegna il cammino della santificazione personale, la via che conduce alla piena unione con Dio, alla quale tutti dobbiamo aspirare.

Rendo grazie anche alla Santissima Vergine, dalla cui mediazione materna ci arrivano tutti i doni del Cielo. Prego la Madre di Dio e Madre nostra di continuare a intercedere per tutti, per ciascuna e per ciascuno, affinché percorriamo sino alla fine la nostra via di santificazione. La supplichiamo in modo particolare per le nostre sorelle e i nostri fratelli che, in diverse parti del mondo, subiscono la persecuzione e anche il martirio a causa della fede.

La mia gratitudine si rivolge anche al Santo Padre Francesco per il suo paterno messaggio, per la sua vicinanza e per i suoi chiari consigli per la lotta spirituale dei cristiani. Con profonda gratitudine mi rivolgo al Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, che, a nome del Papa, con tanta dignità e affetto ha celebrato la beatificazione. Chiedo a tutti che tale gratitudine si manifesti in una preghiera quotidiana, costante, tenace, per la Persona e le intenzioni del Romano Pontefice, per i Vescovi e i sacerdoti. Teniamo ben presente l'imminente Assemblea del Sinodo dei Vescovi. Supplichiamo lo Spirito Santo di illuminare i Padri sinodali nelle loro riflessioni, per il bene della Chiesa e delle anime.

Mi considero debitore di particolare gratitudine a Benedetto XVI, che ha aperto la strada a questa beatificazione con il riconoscimento delle virtù eroiche di don Álvaro. Lo stesso vale per il Cardinale Antonio María Rouco, Arcivescovo di Madrid, che con tanta premura ha seguito l'iter della causa lungo questi anni. Sono grato, infine, per la presenza di tanti Cardinali, Vescovi e sacerdoti. Per tutti la beatificazione di don Álvaro del Portillo ha un significato speciale per la fedeltà con la quale, per lunghi anni, ha adempiuto un servizio diretto della Chiesa. Non dimentico, inoltre, che è uno dei collaboratori del Papa nella Curia Romana, avendo egli partecipato attivamente al Concilio Vaticano II, ad esser stato dichiarato beato.

Immagino la gioia – parte della gloria accidentale – che avranno in Cielo i santi Pontefici Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II e il prossimo beato Paolo VI, che don Álvaro ha servito con assoluta fedeltà e ha trattato con affetto filiale. Inoltre, mi rallegra particolarmente pensare in special modo al giubilo di san Josemaría Escrivá, vedendo che questo suo fedelissimo figlio è stato proposto come intercessore ed esempio a tutti i fedeli.

Ringrazio vivamente i componenti del coro e dell'orchestra, che ci hanno aiutato a vivere più profondamente la sacra liturgia, e tutti i presenti: con le vostre risposte e i vostri canti avete intonato una magnifica sinfonia rivolta al Cielo.

Non finirei mai di esprimere gratitudine a coloro che hanno dedicato ore e ore di lavoro gioioso alla preparazione della celebrazione. Un ringraziamento particolare ai professionisti dei mezzi di comunicazione, che hanno reso possibile a tante persone in tutto il mondo di partecipare, dai loro Paesi, a questa cerimonia.

Grazie anche, in modo molto speciale, a quanti hanno preparato – con la loro preghiera e i loro sacrifici – gli abbondanti frutti spirituali di queste giornate. In particolare, ai malati e a coloro che, per tanti motivi, non hanno potuto esser presenti fisicamente con noi. Eppure, spiritualmente, sono stati molto uniti a noi con l'offerta delle loro malattie o delle loro occupazioni. A tutti, molte grazie! Che l'esempio e l'intercessione del nuovo beato ci spingano a percorrere senza tregua, pieni dell'allegria dei cristiani, la strada della santità.