Oskari: “Non avrei mai immaginato che la fede fosse tanto bella”

Oskari Juurikkala è finlandese. È cresciuto senza un credo religioso, ma nel 2002 si è convertito alla fede cattolica. Ora, nel 2016, è stato ordinato sacerdote nella Prelatura dell’Opus Dei.

Dall'Opus Dei

Mi chiamo Oskari, sono finlandese e ho scoperto la fede cattolica nel 2002, soprattutto grazie all’Opus Dei. In quegli anni studiavo Economia e leggevo molti libri di filosofia. Mi interessava molto la storia del pensiero economico. È curioso che Dio mi stesse cercando attraverso un interesse di questo tipo; infatti ho scoperto, per esempio, che la scienza economica non nasce con Adam Smith o altri pensatori del XVIII secolo, ma molto prima, precisamente con i teologi cattolici della famosa scuola di Salamanca. Allora ho pensato: “Bene, se la scienza economica che mi interessa tanto nasce dai teologi, allora sarà bene vedere che cosa c’è nella teologia”.

A un certo punto ho letto un libro sulla storia del cristianesimo. Era scritto dai luterani per uso scolastico, e mi ha colpito molto perché allora io non ero credente, non credevo in Cristo; però, nel leggere la storia del cristianesimo, ho pensato: “Non so se è vero; ma se è vero, la versione originale è la Chiesa cattolica”. E sono rimasto con l’idea che se un giorno fossi diventato cristiano, sarei stato cattolico. E ogni tanto pensavo: “Certo, la Chiesa cattolica è impressionante”.

Uno o due anni prima della mia conversione, io pensavo che nella società c’è una cosa molto importante: la famiglia; e che c’è una istituzione che parla in modo particolare in favore della famiglia: la Chiesa cattolica; questo mi colpiva molto. Allora ho cominciato a pensare che la Chiesa potesse essere un’alleata nella difesa della famiglia. Il quel momento io non avevo fede, ma la consideravo una istituzione straordinaria.

Ormai pensavo di diventare cattolico, ma ancora non conoscevo nessun cattolico e non ero mai entrato in una chiesa, anche perché in Finlandia le chiese sono pochissime. Un giorno ho avuto l’occasione di leggere un'intervista a un economista spagnolo, che menzionava l’Opera in uno o due frasi. E siccome io stavo già pensando a questo, ho preso il nome Opus Dei e ho pensato: “Di che si tratta?”; poi l’ho messo su Google, ho trovato la pagina web dell’Opera e così ho conosciuto l’Opus Dei.

Il mio interesse era crescente; ho cercato un indirizzo mail, li ho contattati, ho appreso che c’è un centro in Finlandia e così è cominciato il mio cammino di conversione: mi hanno proposto di ricevere alcune lezioni di formazione per conoscere meglio la fede cattolica.

Nella primavera del 2002 ho fatto un corso sulla dottrina della fede cattolica ed è stata una delle primavere più felici della mia vita. Infatti ho scoperto un mondo davvero così bello che mai lo avrei immaginato uguale. La fede cattolica era una cosa assolutamente inimmaginabile per un ragazzo che era stato ateo, alla Richard Dawkins... La fede è una meraviglia: è difficile rendersi conto della bellezza della fede.

Mi ricordo anche il giorno in cui ho capito che Dio esiste, perché io ormai ricevevo una formazione e pensavo che la Chiesa cattolica avesse ragione, però Dio per me era più una idea che una Persona. Un giorno stavo facendo la mia orazione quotidiana di 15 minuti, con Cammino di san Josemaría e, improvvisamente, invece di meditare con me stesso alcuni punti di Cammino, ho cominciato a rendermi conto: “No. Sei un Tu... Dio è qualcosa che comunica con me. Mi tratta come un tu. E anch’io posso trattarlo come un Tu, come un’altra persona”. Mi ricordo esattamente di quel momento e di quel luogo.

Certe volte i credenti di oggi sono piuttosto delusi dato l’ambiente difficile della società, dei mezzi di comunicazione... Io, invece, tendo a essere sempre più ottimista, forse perché provengo da un ambiente non credente. Io non sapevo quasi nulla della Chiesa cattolica fino agli anni dell’università. Soprattutto in Finlandia, i sacerdoti cattolici sono pochissimi. In questo senso, è meraviglioso che io stia per essere ordinato sacerdote per ritornare poi in Finlandia e aiutare l’Opera e tutta la diocesi, perché sono molti quelli che cercano la fede.

Si potrebbe pensare che sia una sfida ritornare come sacerdote in un paese dove la Chiesa cattolica rappresenta solo lo 0,2% della popolazione, ma io considero la situazione diversamente. Prima di tutto, i sacerdoti sono ben pochi, e ci sarà molto lavoro da svolgere. Poi, si può fare moltissimo con tante persone che non sono cattoliche ma credenti, o persone che cercano, che sono disposte a informarsi e vogliono sapere di più sulla fede.