Tutti avevano un posto nel suo cuore

Il 12 dicembre 2016 mons. Javier Echevarría è tornato alla casa del Padre. In questo articolo lo ricordiamo grazie alle parole del prelato dell’Opus Dei, mons. Fernando Ocáriz.

Dal Prelato
Opus Dei - Tutti avevano un posto nel suo cuore

Successore di due santi

Anche se ritornava a Roma dopo un lungo viaggio, alcune volte, prima di andare a casa, si recava all’ospedale per visitare una persona malata. Tutti avevano un posto nel suo cuore. Aveva infatti imparato dal fondatore dell’Opus Dei ad “amare il mondo appassionatamente”, perché, come spiegava il santo, “nel mondo ci incontriamo con Dio, perché nelle cose e negli avvenimenti del mondo Dio ci si manifesta e ci si rivela”. E così mons. Echevarría amava la vita reale, i fatti, le storie vere e belle della misericordia di Dio.

Aveva imparato dal fondatore dell’Opus Dei ad “amare il mondo appassionatamente”

Aveva dovuto rispondere a una sfida: quella di essere successore di due santi, san Josemaría e il beato Álvaro del Portillo. Lui era convinto di non essere all’altezza. Ma, allo stesso tempo, aveva la forza spirituale e il coraggio di andare avanti, senza mai perdere la speranza, perché si sentiva come uno di quei piccoli ai quali il Signore ha rivelato il mistero del suo amore (cfr. Mt 11,29).

Un uomo dal cuore grande

Così, seguendo l’esempio e gli insegnamenti di san Josemaría, Javier Echevarría è stato un uomo dal cuore grande, capace di perdonare e di chiedere perdono. Grande amante del sacramento della Riconciliazione e della Penitenza, in cui lasciamo entrare Gesù nell’anima e sperimentiamo la “piena libertà dell’amore con cui Dio entra nella vita di ogni persona” come scrive il Santo Padre Francesco.

Mons. Echevarría, come vicario generale della Prelatura, non ha avuto altro scopo che aiutare il beato Álvaro del Portillo nella sua missione di guidare questa piccola parte del Popolo di Dio.

Poi, dopo la sua nomina come Prelato da parte di san Giovanni Paolo II, non ebbe altro pensiero né ardente desiderio che quello di aiutare coloro che erano diventati i suoi figli e figlie spirituali nel cercare veramente la santità che Dio ci vuole donare, irradiando l’amore di Dio intorno a noi, specialmente nella ricerca della santificazione del lavoro ordinario e nell’attività della vita quotidiana: nella famiglia, con gli amici, in società. Infatti, se n’è andato in Cielo pregando per la fedeltà di tutti. (Brani tratti dall’ omelia della Messa in suffragio di mons. Echevarría).

Una storia di misericordia

Il ricordo di don Javier, secondo successore di san Josemaría, è costante. Non è un pensiero rivolto al passato; appartiene piuttosto alla storia delle misericordie di Dio, che in qualche modo restano sempre vive nella Chiesa. Ricordare don Javier significa anche volgere lo sguardo a san Josemaría e al beato Álvaro. È ricordare con profonda gratitudine un uomo che ha donato la sua vita per fare l’Opera come buon figlio di due santi, e che ora continua ad aiutarci dal Cielo. (Brani tratti dalla lettera pastorale di mons. Fernando Ocáriz del 31/01/2017)

non ebbe altro pensiero né ardente desiderio che quello di aiutare coloro che erano diventati i suoi figli e figlie spirituali nel cercare veramente la santità

Un figlio fedele

Don Javier è stato un buon figlio di Dio e un figlio fedele di san Josemaría. Questa fedeltà è stata la ragion d’essere della sua vita. Il Congresso generale rende grazie a Dio per la vita e gli insegnamenti di chi è stato nostro Prelato dal 1994 al 2016.

Si è fatto anche eco del desiderio, da parte di tutti i fedeli della Prelatura, dei soci della Società Sacerdotale della Santa Croce e dei Cooperatori, di sottolineare l’amore di don Javier per la Chiesa e per questa porzione del Popolo di Dio che è l’Opus Dei. Don Javier ha lasciato un fecondo esempio di carità pastorale, che si esprimeva nell’unione con il Santo Padre e con tutti i suoi fratelli nel collegio episcopale, nel suo zelo per le anime e nella sua attiva sollecitudine per i malati e per i più bisognosi. [...]

Per singulos dies, benedicimus te , giorno dopo giorno, ti benediciamo, Signore, con tutta la Chiesa: “ogni giorno”, come amava ripetere don Javier, figlio fedele di san Josemaría e del beato Álvaro; figlio fedele, dicevo, impegnato in una lotta quotidiana per lasciarsi portare dall’Amore divino. (Brani tratti dalla lettera pastorale di mons. Fernando Ocáriz del 14/02/2017)