In cammino…lungo la via stretta: una intitolazione a san Josemaría e al beato Puglisi

Gliaca di Piraino è una piccola e allegra località sita fra Piraino e Gioiosa Marea, sulla costa tirrenica della Sicilia, lungo la direttrice Palermo – Messina. Lunedì 16 maggio vi si è svolta una simpatica cerimonia.

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La cerimonia ha raccolto tutte le autorità della provincia nonché un numero elevato di bambini delle elementari e ragazzi delle medie del comprensorio didattico.

L’obiettivo dell’iniziativa – che si deve alla forte spinta ideale e capacità organizzativa del dirigente scolastico Leon Zingales – era quello di intitolare il piano terra della scuola elementare e media di Gliaca al beato Pino Puglisi e il piano superiore a san Josemaría Escrivá: due santi, due testimoni del nostro tempo, portatori di messaggi positivi di santità e di impegno sociale.

La festosa celebrazione è iniziata nell’atrio del piano terra, dove i piccoli alunni hanno cantato a pieni polmoni mentre esibivano cartelli con frasi dei due santi e dove il Vicario foraneo, mons. Santoro, in rappresentanza del vescovo Zambito, ha rivolto un breve saluto, tagliato il nastro tricolore e applicata la targa del beato Puglisi. Quindi analoga cerimonia si è svolta nell’atrio del primo piano, con la collocazione della targa dedicata a san Josemaría e recante una citazione tratta da "Cammino".

Quindi ci si è spostati nell’auditorium locale, completamente affollato da alunni e insegnanti, per un convegno volto a illustrare il significato dell’intitolazione e, seppure in modo sintetico, la biografia e il messaggio dei due santi. Protagonisti sono stati i bimbi e i ragazzi, che hanno recitato poesie, letto alcuni passi del romanzo di Alessandro D’Avenia “Ciò che inferno non è”, dove si racconta della vita e della morte per mano mafiosa di don Puglisi, e in seguito passi delle opere di san Josemaría, prevalentemente tratti da "Cammino".

Dopo i saluti delle autorità (il senatore Bruno Mancuso e i sindaci di Gioiosa e Piraino), e di alcuni dirigenti scolastici, sono intervenuti i relatori: Aldo Capucci ha spiegato brevemente aspetti del messaggio di Escrivá, mentre Alessandro Lia, sostituto procuratore a Patti e Giovanni Piccolo, giudice di pace, si sono soffermati sull’idea di legalità e del rispetto delle regole, parlando in maniera comprensibile all’uditorio giovanile. Quindi Antonino Zampino, medico in pensione, ha illustrato il “Villaggio della speranza”, una bellissima iniziativa da lui ideata e portata avanti di un centro per bambini e ragazzi disabili, già funzionante in zona da vari anni.