Pierluigi ha fatto dell'amore uno spettacolo

Pierluigi Bartolomei è Preside della Scuola di Formazione Professionale ELIS ma trova anche il tempo di occuparsi di famiglia promuovendo club giovanili e facendo cabaret "intelligente". Questa è la sua storia.

Testimonianze

Sono nato a Roma come i miei bisnonni, uno dei quali era ebanista in via di Ripetta, un artigiano del legno molto apprezzato che ha lavorato anche per casa Savoia, in alcuni importanti palazzi della capitale.

Mio padre Gregorio, poliziotto di origine contadina, mi ha insegnato il valore dell’onestà invisibile, non ostentata ma vissuta a qualunque costo sulla propria pelle, giorno dopo giorno.

Mia madre Margherita, casalinga, “romana de Roma” ha invece contribuito quand’ero piccolo a rendere la nostra abitazione un ambiente molto allegro e divertente, un luogo sempre aperto ad accogliere ospiti in qualsiasi momento della giornata.

La mia storia in breve è questa: un passato da aspirante attore cinematografico presso i famosi studi di Cinecittà, un impegno politico nell’estrema sinistra nei periodi immediatamente successivi al ‘68 e finalmente l’incontro con san Josemaría attraverso un filmato che mi ha cambiato la vita.

Quando ho sentito parlare il fondatore dell’Opus Dei ho capito che era giunto il momento e che potevo scegliere se deporre la mia durezza di cuore, la mia caparbietà, finalmente affidandomi e fidandomi.

Quel giorno tornai a casa, stavo preparando l’esame di economia politica: avevo capito che allora era tutto vero, Dio esiste, ho incontrato mio malgrado un sacerdote che mi ha dato una grande testimonianza.

La sorpresa più bella è stata quella di poter lavorare nel campo educativo in una scuola border line, nella periferia romana, nei pressi delle borgate più emarginate della capitale.

Sono diventato Preside della Scuola di Formazione ELIS in cui, come mi piace ricordare, si arriva al sapere attraverso il fare. In questa scuola tutte le unità formative costituiscono un unico fiume i cui argini sono definiti dalla realtà e dall’esperienza trasmessa dai maestri di mestiere, i docenti della Scuola che ogni giorno mi incoraggiano a darmi sempre di più generosamente ai nostri allievi.

Voler imparare un mestiere è gratificante quanto dover studiare, come fossero due dimensioni di pari dignità che si coniugano in una realtà scolastica vera, autentica, che accoglie chiunque a prescindere dalla razza, dalla religione o dalla diversa estrazione sociale.

La Scuola ELIS è un luogo dove chiedere di più, ascoltare di più e poi trovare un interesse reale nelle cose che si fanno, anche in quelle più banali

I ragazzi qui imparano a conoscere se stessi, diventano uomini e possono confidare sempre nel sostegno da parte del loro tutor che non ha alcun timore di complicarsi la vita e che sicuramente non lascerà cadere nulla durante la sua missione educativa, né farà finta di ignorare o, peggio ancora, di assecondare mai certi atteggiamenti sbagliati.

In questo scuola ognuno di noi cerca di intervenire con grande senso di responsabilità, curando le ferite dei ragazzi, a volte profonde, che spesso nascono all’interno delle loro abitazioni.

Da questa emergenza sono passato, senza neanche accorgermene, a intraprendere un’iniziativa divertente a favore della famiglia, ricordandomi del mio antico amore per il teatro.

Mia moglie un giorno mi consigliò un libro dicendomi che se l’avessi letto avrei saputo molte più cose su di lei. Tra me e me mi dicevo “Ma cosa me ne importa di saperne ancora di più, in fondo le informazioni che ho mi bastano e mi avanzano”. Poi però di nascosto ho letto le prime pagine e mi sono appassionato. Si trattava dei “5 linguaggi dell’Amore” di Gary Chapman che ho sceneggiato utilizzando il cabaret come mezzo di comunicazione arricchendo lo spettacolo con alcuni contenuti multimediali e ad qualche brano musicale.

Da solo sulla scena per due ore con l’obiettivo di raccontare alle mogli e ai mariti, così come ai fidanzati, che l’innamoramento dura due anni, poi svanisce e che se si vuole amare una persona bisogna decidere di Amare, con la maiuscola. “Non ti ho sposata perché ti amavo, ma ti ho sposata per amarti…”

La gente a teatro ride di gusto ed io li raccomando a Dio perché non facciano stupidaggini mettendo a rischio il loro sogno di un amore per sempre.

Finora ho fatto ben 77 repliche in tutta Italia ed ho visto più di 20.000 persone. Sono nati molti gruppi di preghiera grazie alla mia lezione-spettacolo e mantengo rapporti epistolari con centinaia di genitori.

Prima di tutto ho la mia famiglia, i miei 5 figli che stanno crescendo e che spero non se ne stiano seduti con le mani in mano ma che seguano il mio esempio e che si diano da fare.

Scrivo libri come saggista e come comico, l’ultimo con il contributo di un noto attore italiano, Pippo Franco.

Ed infine sono presidente di un club giovanile per ragazzi dalla quarta elementare al liceo: il mio ruolo è quello di favorire lo scambio di esperienze tra le famiglie, per esempio organizzando gite con i genitori dei ragazzi o proponendo occasioni ludiche divertenti. In questo modo cerchiamo di creare un ambiente sano e favorevole con i presupposti che possa nascere tra loro un rapporto di autentica amicizia.