«Dio sa perfettamente ciò di cui abbiamo bisogno»

«Dio sa perfettamente ciò di cui abbiamo bisogno». Con questa convinzione Vincenzo e Marina affrontano la loro vita di famiglia sapendo che Dio è sempre presente e si prende cura di noi sia nelle gioie che nelle difficoltà.

Testimonianze
Opus Dei - «Dio sa perfettamente ciò di cui abbiamo bisogno»

Marina, siciliana, e Vincenzo, campano, si sono conosciuti ne 2007 durante una festa dell’università dove Marina studiava scienze politiche (mentre Vincenzo studiava giurisprudenza). Dopo un fidanzamento di 5 anni si sono sposati nel 2012 e adesso hanno una figlia di nome Francesca Romana di due anni.

- Papa Francesco ci ricorda che la vicinanza alla parola di Dio in famiglia gioca un ruolo molto importante. E’ una utopia quella di avere momenti familiari di preghiera?

Con una bambina di due anni e due lavori full time a volte è un'utopia avere la casa in ordine, la macchina pulita, i vestiti ordinatamente riposti nell'armadio e le pareti di casa bianche (oltre a tutta una serie di altre cose). Singolarmente e come sposi in questo momento della vita sentiamo che dobbiamo crescere in umiltà e abbandono: accettare i contrattempi, le contrarietà, l'assenza di tempo. Anche nel rapporto quotidiano con Dio, che ci aspetta nel nostro lavoro ben fatto ma anche in due mezz’ore di orazione mentale, nella messa quotidiana, etc. può esserci - diciamo così – qualcosa che ci infastidisce, che siamo tentati di considerare un' “imperfezione”: la distrazione, l'arrivare in ritardo, il dimenticarsi quella cosa su cui il giorno prima ci eravamo proposti di lottare.

Sforzandoci di “fare ciò che dobbiamo e di stare in ciò che facciamo”, dobbiamo richiamare spesso alla mente il fatto che Dio sa perfettamente ciò di cui abbiamo bisogno in quel dato momento. Cerchiamo comunque di pregare insieme e di trasmettere a nostra figlia alcuni piccoli gesti di pietà: la preghiera del mattino e della sera, la benedizione dei pasti e – cosa in cui abbiamo riscosso notevole successo – mandare dei piccoli baci alla Madonna o a Gesù rappresentati in alcuni quadri che abbiamo in casa.

- In che modo oggi la famiglia rappresenta l’ambiente privilegiato per la trasmissione della fede? E’ ancora così?

Anche noi, che ormai siamo adulti, possiamo richiamare alla memoria qualche bel gesto di amore che abbiamo visto fare a nostro padre nei confronti di nostra madre e viceversa. Se andiamo alle radici del nostro essere cristiani ricordiamo magari i nonni che ci insegnavano le preghiere, la messa domenicale in famiglia.

La famiglia è il luogo privilegiato in cui si trasmette la fede perché è il luogo della realtà, non della teoria, dell'autenticità, non dell'apparenza: vedere papà e mamma pregare, vedere - nei momenti di difficoltà – che i genitori ce la mettono umanamente tutta e che al contempo confidano in Dio e non perdono la speranza; vederli – anche – esclamare “grazie a Dio!” quando succedono cose belle.

Inoltre, oggi la famiglia è chiamata a essere – sicuramente più che in passato – il luogo di trasmissione della fede: molto spesso i figli devono crescere in una società che tende a confinare la fede in una dimensione esclusivamente privata.

- In che modo la famiglia può essere un momento e uno strumento di evangelizzazione?

Collegandoci alla domanda precedente, possiamo dire che la famiglia è veicolo di trasmissione di fede non solo all'interno dei propri membri ma anche all'esterno. Per noi sono stati grandi esempi di fede e di virtù diverse coppie di amici nostri che hanno deciso di sposarsi prima di noi, che hanno avuto il coraggio di fidarsi del loro amore e dell'amore di Dio quando magari - soprattutto secondo i canoni della mentalità dominante - non avevano “tutto” (la casa di proprietà, la macchina nuova, il lavoro sicuro...). Credo che queste testimonianze di fede abbiano avuto un effetto benefico su di noi: abbiamo capito che possiamo farcela perché non siamo soli.

Naturalmente nella nostra esperienza di famiglia giovane abbiamo ancora molto da imparare. Sappiamo che Dio ci vuole molto felici e lottiamo ogni giorno per realizzare i nostri sogni buoni, le nostre aspirazioni, per educare nostra figlia alla libertà dell'Amore.

Vorremmo che, in un'epoca in cui di famiglia si parla molto, a proposito e a sproposito, spesso difendendo ideologie piuttosto che la Verità, Francesca Romana avesse modo di crescere conoscendo non un'ideale di perfezione (perché la nostra famiglia non lo è) ma una realtà genuina di amore che tiene molto in considerazione i progetti di Dio su ciascuno di noi.